giovedì 29 dicembre 2022

Recensione a "Le esiliate" di Christina Baker Kline

 


Genere: Narrativa Storica
Editore: HarperCollins Italia
Data d'uscita: 8 Novembre 2022
Pagine: 330
Prezzo: eBook 9,99 - cartaceo flessibile 18,05

 
 
 
 

Londra, 1840. Evangeline è un’ingenua ragazza che fa la governante presso una ricca famiglia di città. Sedotta dal rampollo di casa, rimane incinta. Per liberarsi del problema, la padrona la taccia di furto e la fa arrestare. Dopo mesi nella fetida, sovraffollata prigione di Newgate, Evangeline viene condannata a imbarcarsi per la Terra di Van Diemen, una colonia penale in Australia. Benché incerta di quello che la aspetta Evangeline sa una cosa: il bambino che sta aspettando nascerà prima del suo arrivo in quella terra lontana.


Durante il viaggio su una nave di schiavi, la Medea, Evangeline stringe amicizia con Hazel, una ragazzina che è stata condannata a sette anni di esilio per aver rubato un cucchiaio d’argento. Hazel è molto più astuta di lei, ed essendo un’esperta ostetrica ed erborista, offre aiuto e rimedi casalinghi alle prigioniere e ai marinai in cambio di favori. Benché l’Australia sia stata la patria del popolo aborigeno per più di 50.000 anni, il Governo inglese considera la colonia un luogo non civilizzato e i nativi come un fastidioso inconveniente.


Quando la Medea attracca, la loro terra è stata occupata dai bianchi e molti dei nativi sono stati forzatamente spostati altrove. Fra questi c’è Mathinna, la figlia orfana del capo della tribù Lowreenne, che è stata adottata dal nuovo governatore della Terra di Van Diemen.
 
 
 
 
 
 
 

 
Tre donne, tre storie che si intrecciano in modo diverso, legate da quel filo invisibile che è la libera scelta, il decidere il proprio destino e che invece a loro è negato.
Mathinna, una bambina aborigena, accolta dalla moglie del governatore della Terra di Van Diemen, come se fosse una cosa; Evangeline, giovane e sola figlia di un pastore, istitutrice per necessità, e falsamente accusata di furto; Hazel, una ragazza di sedici anni, che ruba un cucchiaio d'argento.
Non hanno colpe queste protagoniste se non quella di essere donne, donne che a priori sono valutate, condannate, private dei loro diritti più semplici perché giudicate irrecuperabili: le “donne detenute” non avevano alcuna possibilità, neanche quella di sopravvivere, così come gli aborigeni australiani, considerati merce senza alcun valore, meno degli schiavi africani.

«Evangeline era stata là e ora non c’era più. La sua vita aveva così poco valore che la nave non avrebbe nemmeno tentato di salvarla.»

Ma sono anche donne dotate di una resilienza straordinaria, che regala loro non tanto la forza di sopravvivere quanto di cercare in quella vita di dolore e umiliazioni la speranza e la forza: quella speranza che accompagnerà Ruby a inseguire il suo sogno di diventare un medico, in quella terra lontana, nata sul furto fatto ai suoi stessi nativi e prospera grazie alla manodopera gratuita dei detenuti.
Christina Baker Kline, tuttavia, fornisce un quadro realistico, diretto in cui i personaggi non possono sfuggire al loro destino, e, al tempo stesso, riapre quello sguardo su un periodo storico che lega tristemente Australia e Gran Bretagna.
Una parte storica che noi italiani conosciamo da poco e che merita di essere approfondita anche da una lettura come questa e che mi piace concludere con i versi di Maya Angelou citati dall’autrice.

«Puoi schiacciarmi nello sporco ma ancora, come la polvere, mi solleverò.»




 
 
 
 
Grazie alla CE per averci fornito l'eBook.
 
 
 
 
 
 
 

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