La frustrazione, la tensione sessuale repressa, i battibecchi delle scorse settimane raggiungono il culmine e la metaforica diga cede. Le prendo il viso fra le mani e premo le mie labbra contro le sue. Reese si scioglie all’istante e un dolce sospiro di sollievo le sfugge dalle labbra. È così morbida. Le labbra. Il corpo.
Ben trovati magnetici, eccoci di nuovo a parlare di baseball, ma l'autrice sposta l’attenzione dai giocatori a chi muove le fila dietro le quinte: Reese Remington e Emmett "Monty" Montgomery.
Loro saranno i protagonisti di questo capitolo, lei subentrata al nonno dovrà fare delle scelte difficili e che non saranno per niente piacevoli in alcuni casi, soprattutto dovrà dimostrare che anche se è un ambienti di uomini anche le donne possono lavorarci. Monty si scontrerà con la nuova dirigenza, ma comprenderà che non tutto ciò che sembra è vero e si dovrà ricredere su moltissime cose.
I Trope principali sono Forbidden Romance: Lei è il capo, lui è l'allenatore. La dinamica di potere e il divieto assoluto creano una tensione pazzesca.
Forced Proximity: Condividere la gestione della squadra, i viaggi e le tensioni del campionato li costringe a stare costantemente insieme.
Grumpy x Caregiver: Lei è fredda, iper-concentrata sul lavoro e distaccata per pura difesa; lui è l'uomo che si prende cura di tutti, dai suoi giocatori alla sua famiglia, e che finirà per avvolgere anche Reese in questa sua protezione.
Quello che mi ha colpito maggiormente è la
maturità dei personaggi. Non parliamo di ventenni alle prime armi, ma di trentacinquenni e quarantacinquenni con un bagaglio di vita importante.
Reese è una straordinaria: non mostra mai fragilità perché non può permetterselo, ma dentro di sé vive la solitudine del potere.
Monty ruba la scena. Lo avevamo sempre visto come il mentore protettivo dei ragazzi nei libri precedenti, ma qui lo scopriamo come uomo, amante e compagno. È passionale, istintivo, incredibilmente sexy e ha un modo di amare totale.
Quello che viene fuori e che particolarmente mi ha stregata è la loro fragilità.
Monty ha passato la vita a fare sacrifici silenziosi, mettendo sempre gli altri (i giocatori, la figlia) davanti a se stesso, dimenticandosi di meritare la felicità. Reese ha sempre dovuto controllare tutto senza chiedere aiuto. Accanto a Monty, Reese impara che abbassare la guardia non significa essere deboli; Monty, grazie a lei, capisce che non deve per forza sacrificare se stesso per amare gli altri.
Her League* non è solo uno sport romance, è una bellissima storia di crescita e seconde possibilità.
Con questo libro davvero mi ha conquistato in pieno l’autrice e senza dubbio non mancherò nessuna sua prossima pubblicazione.
Questo posto è davvero stupendo. Il sole fa luccicare la superficie dell’acqua e le fronde degli alberi lungo il sentiero. Se a questo si aggiunge il fatto di avere accanto un uomo così sexy, be’, direi che la vista è davvero da mozzare il fiato.






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