Secondo ed ultimo volume di questa serie ambientata nello splendido Montana, e troviamo così la storia di Jax, il fratellastro del protagonista del primo volume, il classico cowboy bello e playboy che vive occupandosi dei cavalli dell’Haven River Ranch.
Siamo qualche anno dopo nel tempo rispetto al primo volume, il Ranch è ormai un resort avviato e di lusso, ed è a questo punto che arriva Sasha Vaughn, nella gestione organizzativa.
Ma Sasha in realtà, a parte il lavoro, non vorrebbe essere lì.
«Ero bloccata in così tanti modi che avevo smesso di tenerne il conto.»
Dopo un primo incontro casuale in città, praticamente si ignoreranno, quasi infastiditi uno dalla presenza dell’altro, anche perché Sasha non sopporta l’inverno, non sopporta il freddo e non sta bene in Montana.
Ma il destino e la vita in generale non tengono mai conto di quello che noi vogliamo davvero, per cui questi due protagonisti si ritroveranno nella scelta più importante della loro vita, che li legherà in modo definitivo.
«”Scusa se ho dato di matto”. “Scusa se ti ho spaventata”. Non era stata la ferita a spaventarmi. Era stato lui.»
Ma tutti i giorni difficili, tutte le paure, le perdite e i dolori che Sasha si porta dentro, non faranno che avvicinarla sempre di più a Jax, che è sempre lì per lei, che si preoccupa per lei, che non la molla quando lei si chiude in se stessa: e diciamoci la verità, amara per davvero è proprio questo.
L’epilogo è di quelli che ci piacciono, che chiudono il cerchio e la storia in modo complessivo e non melenso, come abbiamo apprezzato anche in altre letture di questa brava autrice.
Permangono purtroppo alcune imperfezioni nella traduzione, che penalizzano un testo bilanciato tra POV alternati, riflessioni e monologhi bilanciati quanto basta.






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