Julie e Adrien sono due anime sospese, segnate da una tragedia che ha sconvolto una nazione intera. Quando le loro strade si incrociano in un tranquillo angolo di Normandia, l’incontro è tutt'altro che semplice. Costretti da una strana casualità a una convivenza inaspettata, si ritrovano a fare i conti con i propri demoni: Julie deve affrontare il dolore per la perdita dei genitori, Adrien invece cerca di proteggere l’innocenza di sua figlia e ciò che resta del suo cuore.
Il tormento che li unisce crea un filo che li lega stretti e che li fa tornare a respirare. Almeno così pensano. Perché la Normandia è una parentesi perfetta, ma fuori c'è quel mondo dal quale entrambi cercano di fuggire.
E non è detto che l'amore basti.
Dove fa più male? I protagonisti di questa storia ce lo raccontano in modo diverso, e da punti di vista diversi, in una storia che si intreccia nella vita quotidiana e con diversi riferimenti al mondo reale che ci circonda.
Annamaria Bosco ci porta in Francia, dalle strade di Parigi ai paesaggi tipici della Normandia, con due protagonisti feriti, chiusi nelle loro rispettive perdite e in balìa dell’incertezza della vita.
«”Tu non vuoi vedere molte cose, vero?” Deglutii a fatica. “E tu vuoi vederne troppe”.»
La loro storia inizia con una convivenza forzata casuale, che porta ad uno scontro proprio per quelle ferite, anche esterne per Adrian, che scopre in entrambi quel nervo scoperto, che li fa riflettere sul fatto che non è il tempo a definire i rapporti, perché anche se perdiamo chi si ama in qualche modo loro restano dentro di noi.
Entrambi cercano di superare quel vuoto e lo fanno in modo diverso, lui nel lavoro, lei chiudendosi e isolandosi: le loro differenze diventano uno scontro quasi necessario, perché scopre le vulnerabilità, il loro non essere abbastanza.
Con uno stile narrativo preciso, profondo e attento, l’autrice ci porta attraverso due vite sospese nel caos, che trovano nell’altro un punto di riferimento per non spezzarsi di nuovo, con un ritmo narrativo costante, mai fuori dalle righe.
«Ceri amori muoiono tra le macerie del dolore e della sofferenza, poi da quel dolore rinascono più forti. E cambiano e si aggrappano alla vita con radici nuove.»
Una storia che, seppur ricalcando alcuni temi romance, presenta diversi spunti originali, ben inseriti e sviluppati, con POV alternati e monologhi non banali e che regalano una bella lettura, assolutamente consigliata.






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