Era un sogno. Adesso è la mia casa. E anch’io lotterò per lui. Lotterò per la nostra bambina e per la vita che stiamo costruendo. Perché Henrik ha ragione: noi tre siamo fatti per stare insieme. Siamo una famiglia.
Quarto ,e spero ardentemente, non ultimo libro della serie Jacksonville Rays, Gioco di Attrazione ci riporta sul ghiaccio e in seno alla ormai allargata famiglia dei Rays. Quella che era partita come una semplice squadra di hockey ormai ha più la connotazione di un grande e coeso gruppo che si supporta e sopporta anche nelle difficoltà di vivere una vita sportiva al limite e una vita familiare che definirei variegata vista la diversità di composizione dei nuclei che a poco a poco si sono formati. Dopo un salto temporale iniziale rivediamo le nostre famiglie del cuore dopo sei anni e innumerevoli figli, alcuni dei quali in arrivo.
Io ed Henrik. Teddy O’Connor, doppio Pesci dall’incurabile romanticismo con problemi con i limiti interpersonali e un bisogno quasi patologico di compiacere gli altri. Ed Henrik Karlsson, star dell’hockey svedese forte e silenziosa che non pronuncia mai tre parole se non strettamente necessario. Stiamo per sposarci. Oggi. Adesso.
Teddy O’Connor è stato assunto per unirsi al team medico dei Rays, sei anni prima era un timido tirocinante ma ora, fiero del percorso professionale affrontato si sente pronto a tornare occupando il proprio posto tra loro. Peccato che da subito la situazione diventi complicata quando Henrik Karlsson, giocatore svedese di punta della squadra, e da sempre crush di Teddy, si ritrova nel mezzo di un tragico evento familiare. Accompagnarlo in Svezia per aiutarlo ad occuparsi della nipotina ora orfana e vittima di un grave incidente stradale sembra una buona idea a Teddy, ritrovarsi sposato con Henrik per garantirgli la custodia della bambina un po’ meno…
Siamo un caso di studio nell’attrazione tra opposti. La sua pacatezza si combina alla perfezione con la mia esuberanza. È calmo laddove io sono confusionario, razionale laddove io sono emotivo. Ma lui è un sommesso leone che ancora sa come ruggire.
Laddove Teddy è solare, allegro, aperto verso il prossimo, Henrik con il suo temperamento algido è chiuso e riservato. La loro unione sarà un caos controllato dove tutto potenzialmente potrebbe andare fuori controllo ma, inaspettatamente ogni cosa va esattamente al suo posto. Teddy è dichiaratamente gay, vive la sua sessualità in maniera serena e libera, non ha difficoltà a manifestare il suo interesse per l’imprevisto marito. Henrik non sa esattamente come definirsi, la sua vita è scandita dalla rigida pratica sportiva e la necessità di prendersi cura della famiglia. I suoi sentimenti non sono pervenuti, i suoi desideri nemmeno.
Tenerezza è il sentimento che mi ha ispirato sin da subito questo libro, per un uomo: Teddy che dona tutto se stesso nel disperato bisogno di essere speciale per qualcuno, e che quando smette di provare trova esattamente tutto quello di cui ha bisogno. Henrik è come un bambino, a volte sembra non pensare di poter amare o essere amato ma una volta fatto entrare questo sentimento nella sua vita non riesce più a farne a meno, e come un terreno che da troppo tempo non vede l’acqua pare volerne assorbire il più possibile.
Teddy è la verità che non avevo previsto. La verità per cui potrei desiderare di più dalla vita, meritare di più. Ma non so come farlo. Non so come aprirmi a un’altra persona in questo modo. Non so come fare a desiderare qualcuno. Dio stesso sa bene che non so come essere desiderato. Non farò altro che seguire l’esempio di Teddy. Agirò d’istinto. E ogni mio istinto mi sta dicendo che, in questo momento, quel che voglio è ballare con mio marito sulla spiaggia.
L’autrice come nei libri precedenti dà ai suoi personaggi la capacità e la libertà di vivere la loro vita e le loro scelte personali in un contesto di accettazione e normalità, cosa che dovrebbe essere anche nella vita reale ma che, tristemente ancora non lo è. Si parla di rapporti tra persone nella accezione più ampia che si possa pensare, senza pregiudizi o taboo, normalizzando ciò che spesso viene indicato come diverso ma che di fatto non lo è. Amore è amore in ogni sua forma, manifestazione, sesso o appartenenza.
A questo si aggiunge la scelta dell’autrice di formare una coppia con elementi del tutto opposti per etnia, nazionalità e personalità, portando l’attenzione anche sulle diverse forme di razzismo a cui spesso queste coppie sono sottoposte e che non riguardano solo ed esclusivamente l’intimità.
Il modo di viversi di questi personaggi ci mostra un esempio della società a cui tutti dovremmo ambire di appartenere.






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