martedì 23 agosto 2022

Recensione a "Vite rubate" di Monica Lombardi

 


Genere: Romance, Thriller
Editore: Self publishing
Data d'uscita: 17 Maggio 2019
Pagine: 282
Prezzo: eBook 2,00 - cartaceo 9,64

 
 
 
 

Paula Wellman è una donna sola e un’agente FBI. Sa bene che si tratta delle due facce della stessa medaglia, come sa che il fatto di non avere famiglia le fa guadagnare un viaggio in Alaska alla caccia di un tenue collegamento tra l’esplosione di un’auto in cui è morta un’adolescente e un cold case. Sa anche che molti dei suoi colleghi maschi non mandano giù il fatto di dover lavorare con una donna, forse anche Dan Fusco, l’agente che viene esiliato al freddo insieme a lei.

Dopo che la moglie Adele è morta in circostanze mai del tutto chiarite, la vita di Zachary Walsh e della figlia Alice è stata sconvolta e Zach sta cercando di riscriverla. Per farlo ha messo quanti più chilometri possibile tra loro, un trauma doloroso e un passato per certi versi scomodo, e ha scelto di trasferirsi a Willow, dove abita la sorella della moglie e dove si muove Sam Pitka, il protagonista della sua fortunata serie di gialli.

Zach non è felice di vedere l’FBI presentarsi alla sua porta e di essere di nuovo sotto la lente investigativa.
Paula si trova spiazzata di fronte a un uomo che sembra non fare nulla per allontanare da sé i sospetti.
Attorno a loro un gruppo di adolescenti ribelli, annoiati, che raccolgono e rilanciano sfide e delusioni, e l’inverno dell’Alaska alle porte, pronto a coprire tutto con il gelo della sua neve.

Tornando al mondo di Mike Summers, il poliziotto di Atlanta protagonista della sua prima serie, Monica Lombardi tratteggia un giallo raffinato che si intreccia a una storia familiare di rapporti fragili, danneggiati, forse vicini al dissolvimento. Il tutto in un’Alaska fatta di boschi sconfinati, stellate che tolgono il fiato e abitazioni isolate, un’ambientazione unica che sentirete sulla e sotto la vostra pelle.
 
 
 
 
 
 

 La neve, da sempre sinonimo di bianco, silenzio, gelo; la neve, che nella sua notte, così particolare, inghiotte i suoni, i colori, le forme; la neve è la protagonista di questa storia, in una delle parti al mondo a cui subito pensiamo se associamo la parola neve.
Zack Walsh, scrittore di successo, si è trasferito in Alaska proprio per questo: il silenzio e le temperature rigide sono un balsamo per la sua anima, ferita dalla morte tragica di sua moglie e dai silenzi ostili di sua figlia adolescente.
Proprio un incidente apparente, porterà gli agenti dell’FBI in quella piccola cittadina, sconvolgendo il fragilissimo equilibrio padre-figlia, ma rivelando anche tragici e inaspettati risvolti.
Attraversati dalla rabbia e, a tratti, dal risentimento in modo diverso, padre e figlia andranno a ritroso nelle loro vite, verso quella moglie e madre che li ha lasciati con ricordi venati di malinconia, ma anche di rabbia.

«Quanto aveva lasciato che diventasse incolmabile, quella voragine tra loro? Gli sembrò di vederlo il baratro che li separava. Largo e profondo, loro due figure minuscole e solitarie sui due bordi opposti. Se avesse provato a parlarle, il vuoto tra loro gli avrebbe restituito solo l’eco delle sue parole?»

E parallelamente, non solo i fantasmi del passato diventano come fiamme, che lambiscono le anime di tutti i personaggi della storia: i ragazzi annoiati del liceo, che si spingono sempre più all’estremo perché tediati da quella vita; la cognata di Zack, che ha scelto l’Alaska proprio per allontanare quell’amore non corrisposto, ma che la segue ovunque; i due agenti dell’FBI, Paula Wellman e Daniel Fusco, che in modi diversi, affrontano i loro fantasmi “perché la dannazione diventa più sopportabile, se non si è da soli”.
La parte thriller della storia è costruita molto bene, con personaggi che si incastrano sì nello schema, ma di cui riusciamo anche a capire le scelte, le debolezze, che non sono però scusanti, ma tasselli di incastro, in quegli eventi sconvolgenti a cui il destino li ha destinati.
 
 
«Zackary Walsh era entrato nella sua vita come un grosso, gigantesco punto interrogativo. Non era quello che si aspettava, sfuggiva di continuo a ogni suo tentativo di capirlo, di catalogarlo. Continuava a far nascere in lei domande, e Paula voleva doveva trovare le riposte.

…….

Tra loro era scattato qualcosa di certo, di assoluto, che non lasciava spazio a dubbi o razionalità. Un clic: due metà che combaciano.»
 

Una scrittura fluida, avvincente, adatta anche a chi non vuole un thriller troppo complesso o articolato, perché rivela la bravura dell’autrice nel dare personaggi strutturati quanto basta, e che ci spinge nella lettura per seguire l’evoluzione dei vari intrecci.

«La storia della nostra vita, alla fine, è come un libro. Giri pagina e trovi un incontro, una situazione. Puoi scrivere le righe del tuo dialogo ma quello che fai, come agisci, è una reazione alla situazione e alle persone che incontri.»
 

 

 


 
Libro acquistato.
 
 
 
 
 

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