martedì 3 luglio 2018

Recensione a "Consume me" di Elvereth Ahn




Genere: Dark /Paranormal /Romance
AUTOCONCLUSIVO

Editore: Self publishing
Data d'uscita: 4 luglio 2018
Pagine: 364

Prezzo: eBook 2,99


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Evil:
Sono nato in una notte senza luna e senza stelle. Un benvenuto perfetto per chi nasce con l’anima nera.
Amo distruggere, arrecare dolore. Amo sentire le urla dei dannati.
Perché sono il figlio del Diavolo e le tenebre sono la mia casa.

Devo portare a termine una missione: infangare d’oscurità l’anima di una donna marchiata dall’infanzia. Hope Anderson.
Lei rappresenta il punto di svolta per noi demoni.
Per l’Inferno.
Ma non era previsto che risvegliasse in me l’unica cosa che ho cercato di sopprimere fin da quando ne ho memoria.

Hope:
Sono merce di scambio.
La mia vita non mi appartiene. Lo conferma il pentacolo capovolto impresso sul palmo della mia mano sinistra.
Il simbolo del Diavolo.

Ho scoperto parti di me che nemmeno pensavo esistessero: il desidero di fare del male, la sete di vendetta, la voglia di vedere scorrere il sangue.
Il buio che mi ha sempre tormentata, ora, mi ammalia. Mi seduce grazie a degli occhi rossi capaci di consumarmi con una passione deviata.
Il loro richiamo è potente e non riesco a resistere.
O, forse, non voglio resistere.







Oggi voglio condividere con voi una lettura fantasy-dark degna di nota per gli amanti del genere.
Già il paragrafo iniziale di questo libro, con le sue premesse, incuriosisce non poco: un prologo dove Hope, la nostra protagonista femminile, si appresta a raccontare a “noi” lettori la sua storia, la favola oscura di un “amore impossibile”, iniziata diciannove anni prima.
È infatti con un salto temporale che si cominciano a delineare le vicende che questa storia vuole narrarci.

Ci troviamo davanti ai ricordi di come tutto è iniziato, un “c’era una volta” con una Hope bambina, dolce e sognatrice, ingenua e inconsapevole di tutto quello che il futuro le avrebbe prospettato. In seguito a una catastrofe, un enorme incendio, che coinvolge tutto il quartiere (quello dei “poveri”), dove viveva da sempre con la sua famiglia, scopre che il tanto amato padre altri non è che un fervido adoratore del Diavolo. E lo viene a sapere nel peggiore dei modi: assiste al patto che egli stesso stipula con Satana! Peccato che il Diavolo non faccia contratti senza qualcosa in cambio e quel qualcosa, è lei. L’allora innocente Hope viene usata come merce, come oggetto, senza possibilità di scelta e, ancora piccolissima, senza ormai più futuro. 



Con la promessa di venire a reclamarla fra qualche anno, la piccola viene marchiata sulla mano con un pentacolo, che ne indica la proprietà, e si trova a vivere nel più terrificante degli incubi.



Dopo questa premessa, affrontiamo finalmente il presente, a distanza di anni da quel maledetto Patto. Hope è diventata una donna, ma le vicende passate la tormentano sempre nei suoi sogni e nel marchio sulla mano che le provoca continuamente dolore. Sì, perché il Diavolo non si è dimenticato di lei, tutt’altro.
Col trascorrere del tempo, troviamo una Hope apparentemente molto cambiata, sia fisicamente che caratterialmente. Scostante, irritante, velenosa a volte. In realtà la sua personalità è stata costruita ad arte proprio per uno scopo: non creare legami, non costruire nulla. Dato che il suo destino è irrimediabilmente segnato, non vuole lasciarsi dietro lacrime e sofferenza, quindi farsi odiare, per lei, è la soluzione migliore. Ma tutta la sua spavalderia scema nell’istante in cui si trova di fronte Evil: il suo carnefice.



Figlio del Diavolo in persona, il nostro protagonista maschile è una delle più belle caratterizzazioni che abbia mai letto: rappresenta il classico antieroe, il cattivo per eccellenza. Lui non fa finta di essere malvagio: lo è in tutto e per tutto. Nato e cresciuto all’Inferno, gli si presenta finalmente l’occasione di farsi notare dal padre con una semplice missione: andare sulla Terra, tenere d’occhio una donna marchiata e, al momento giusto, reclamarla e portarla al cospetto del Diavolo come sua schiava. Nulla di più facile, se non fosse che il comportamento spavaldo e apparentemente senza paura di Hope, hanno l’effetto di spiazzarlo e di eccitarlo a dismisura.
Lui vuole giocare. Lei vuole vivere. Lui vuole la sua sofferenza. Lei non vuole darsi per vinta.
Un gioco pericoloso per entrambi, un gioco dove desiderio e odio si mescolano e daranno vita a qualcosa di strano e inaspettato. Qualcosa che lei ha il terrore di provare, e che lui non sapeva proprio di possedere.
Ma nonostante Evil e Hope lo neghino anche a loro stessi, questo “qualcosa” c’è, ed è talmente totalizzante da lasciarli confusi e spiazzati. 



Vittima e carnefice, disprezzo e lussuria, odio e…?
Hope è forte, odia Evil con tutta se stessa, ma allo stesso tempo vuole toccarlo, vuole che lui la tocchi. Ha paura del ragazzo, ma ha ancora più timore di quello che prova quando è con lui, dell’oscurità che Evil riesce a mostrarle in lei stessa, e di tutti quei sentimenti negativi che dovrebbero spaventarla ma non lo fanno.



Entrambi prenderanno qualcosa dall’altro, con violenza, con odio, con desiderio. Quando poi una terza minaccia incomberà su di loro, dovranno prendere decisioni drastiche sul loro futuro, decisioni che incideranno totalmente su entrambi.
Questa non è una favola classica. Qui non ci sono principi azzurri, fate e principesse. Questa storia è una mescolanza di malvagità, sesso, sangue e dolore. Qui non c’è redenzione per i cattivi, e nemmeno la si vuole. L’ho adorato alla follia! Per gli amanti di atmosfere dark, attrazioni malate ed erotiche, demoni e oscurità, questo libro è assolutamente da leggere!



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