Ava Cunningham è una personal shopper, il suo compito è trovare il capo giusto per il cliente giusto, o all’occorrenza convincere il suddetto cliente che l’oggetto o capo di abbigliamento in questione è proprio
l’oggetto di lusso che stava cercando e di cui, ovviamente ora non può più fare a meno.
Vive dello sfarzo riflesso di cui circonda i suoi clienti, senza tuttavia farne veramente parte, beneficiando solo marginalmente del vantaggio di maneggiare oggetti costosi senza tuttavia poterseli permettere.
L’occasione di acquisire una posizione lavorativa più elevata si presenta quanto le viene richiesto di portare una Birkin Himalayan Imperial da un milione di sterline da Londra fino al Met Gala di New York.
Il fatto che la borsa valga quanto il guadagno di circa una decina di vite e oltre non metterebbe nessuno a proprio agio, tantomeno Ava.
In sintesi, ci sono tre regole non scritte per essere un personal shopper. Devi vestirti come i clienti, ma non sembrare mai più elegante di loro, soprattutto con le donne. In nessun caso devi interagire con il marito di qualcuno, nemmeno guardandolo. Far sentire il cliente a proprio agio è fondamentale. Devi rispecchiare la realtà di ogni cliente, nella tua voce, nel tuo lessico e nei tuoi gesti. Deve diventare un gioco di imitazione accuratamente calibrato.
Tutti gli imprevisti che possono accadere state sicuri che decideranno di accompagnare Ava nel suo viaggio, e il sesto senso che questa “avventura” si tramuterà in un disastro annunciato incombe nella sua mente a ogni passo. La corsa contro il tempo e contro l’ansia è iniziata e Ava dovrà trovare il modo di conciliare il suo casino interiore con una calma esteriore olimpionica, nella speranza di convincere tutti, compresa sé stessa della buona riuscita della missione.
C’è qualcosa in Zack che mi fa venire voglia di confessare cose che non ho mai detto nemmeno a me stessa. Non solo le storie di appuntamenti andati male o le delusioni amorose occasionali, ma le cose vere. Quelle complicate. Lui mi ha detto la sua verità senza esitare, e ora sento di dovergli la mia. È come se stessimo giocando a strip poker emotivo e lui fosse già lì seduto con il suo coso di fuori senza vergogna, aspettando che io mi spogli.
Se amate i principi azzurri classici Zack vi sorprenderà con il suo anticonformismo, con il suo essere reale in un mondo platinato che vive solo di apparenza, è l’ulteriore elemento di caos nella vita della nostra protagonista, già di per sé incasinata. Il suo essere “normale” in un mondo che vive di lusso e apparenza lo fa sembrare la classica mosca bianca e inizialmente potrebbe persino farcelo svalutare.
In questo libro ci sono cose che funzionano e altre meno a mio parere, se da un lato è una lettura leggera, con quel tocco di romanticismo e umorismo che piace come evasione dall’altro ci sono aspetti che forse sanno di già sentito o troppo scontato. Ci sono parti, soprattutto inizialmente che si dilungano su argomenti non strettamente connessi alla storia che si sta narrando, facendo perdere il focus sul racconto principale.
A mio parere questo libro aveva delle buone premesse che però, almeno nel mio caso, si sono concretizzate solo in parte.






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