Mattia narra il presente, la situazione di chi come lui è stato costretto a restare. La noia di una vita che non cambia mai, la confortante presenza degli amici di sempre e la difficoltà di portare avanti l’attività di famiglia in un paese prigioniero del pizzo.
Anna e Mattia danno voce al loro paese natio, San Severo, cittadina della Capitanata vittima da anni di un rassegnato declino. È la storia di chi ci è nato, di chi è partito, di chi è dovuto restare e di chi ancora sogna di andare via. È la storia di una generazione insoddisfatta, quella dei nati negli Ottanta, adolescenti a cavallo del Duemila, adulti del nuovo millennio.
Legati al loro paese da sentimenti diversi, si ritrovano dopo anni. In quell’occasione faranno i conti con quel guinzaglio che li ha sempre tenuti stretti alle origini e insieme riprenderanno le loro vite da dove le avevano interrotte.
Rondini al guinzaglio è un romanzo dolce e intenso, carico di emozioni che accompagnano il lettore nella storia di due ragazzi conosciutisi per caso in una piccola città di provincia, molto vicina alla mia, che viene anche nominata nel libro. Questo dettaglio mi ha fatto sentire ancora più vicina ai protagonisti e alla loro storia.
Mattia racconta il presente: il prezzo pagato per aver preso in mano il negozio di famiglia, la rinuncia ai propri sogni e, soprattutto, al suo grande amore. Oggi è una persona diversa; tutte le donne arrivate dopo di lei non hanno mai retto il confronto. Lui, infatti, non è mai riuscito davvero a lasciarsi andare, come se qualcosa lo trattenesse sempre.
Sentire quel nome dopo tutti questi anni è come schiantarsi con la bici contro un muro, nell’impatto dimentichi tutto, chi sei, dove ti trovi, le persone che ti sono attorno, solo buio e un dolore lancinante in tutto il corpo.
Anna, invece, è una ragazza semplice: ama studiare, conduce una vita tranquilla e condivide tutto con la sua migliore amica, Federica. È lei a raccontare il passato, riportandoci a quell’incontro inaspettato con Mattia, un ragazzo completamente diverso dai suoi schemi. Anna frequenta il liceo e ha una cotta per Carlo, un amico di sempre che, però, non ha mai fatto il primo passo. Tra loro è sempre esistita soltanto un’amicizia.
Poi, un giorno, tutto cambia. Anna deve lasciare San Severo per frequentare l’università, abbandonando anche quell’amore nato quasi per caso.
Gli anni passano e le loro vite prendono strade diverse. Mattia rimane profondamente legato alla sua terra, mentre Anna sceglie di andare via, pur continuando a voltarsi indietro con nostalgia e rammarico.
Tutta colpa tua, che mi hai insegnato l’amore troppo presto, prima di diventare adulta e mi hai precluso ogni amore futuro.
I POV alternati rendono la narrazione ancora più coinvolgente: lui racconta il presente, lei il passato, creando un intreccio di emozioni e circostanze che permette di conoscere a fondo entrambi i protagonisti.
È una storia romantica, ma anche uno spaccato di vita reale. La scrittrice riesce a raccontare situazioni quotidiane nelle quali è facile immedesimarsi, dando spazio anche alle tradizioni che ancora oggi vengono custodite e celebrate dagli abitanti anno dopo anno.
Una storia di rinascita, di legami profondi e di amore condiviso tra Mattia e Anna.
Complimenti alla scrittrice. Buona lettura.
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