Io vivevo nelle pagine strappate dei libri che nessuno vuole leggere, in cui i mostri si travestono da sogno e la sola salvezza si trova nel cuore dell’oscurità, là dove ogni ferita viene celata e una rosa spezzata può ancora fingere di non aver perso tutti i suoi petali. Nel mio mondo, i desideri non si avveravano. Le lacrime non curavano. E i baci del vero amore non ti riportavano in vita. Ti distruggevano.
Gwen e Nhyx i protagonisti di questa storia sono due anime incatenate insieme…solo che ancora non lo sanno o se ne rendono conto solo in parte. Hanno un passato che li lega, una figura oscura che in modi diversi ha ridotto le loro vite all’attuale Inferno che stanno sperimentando ora.
Da un lato abbiamo un ragazzo distrutto dalla perdita di un padre amato, vittima di una giustizia sommaria e becera che lo vede rinchiuso in un carcere per un delitto che probabilmente non ha nemmeno commesso.
Dall’altro una ragazza che esternamente pare godere delle attenzioni di un padre amorevole ma che altro non è che il più spietato degli aguzzini.
Avevo rischiato di impazzire. Cazzo, rischiavo di impazzire ogni fottutissimo giorno. Perché non importava che ormai fosse trascorso un anno, quel bisogno era ancora lì, radicato così in profondità dentro di me che non sapevo più distinguere il confine che ci separava. Non era mai sbiadito. Non si era mai affievolito. E adesso che l’avevo rivista, adesso che quei ricordi erano ancora più vividi nella mia mente… Stava aumentando.
Il loro primo incontro è stato oscuro e drammatico, in una notte di follia che ha quasi spazzato via entrambi, e ora che le loro strade si incrociano di nuovo nei corridoi scolastici la loro ferma intenzione è cercare di evitarsi il più possibile, cosa peraltro difficile quando si è inevitabilmente attratti come da un magnete.
I loro incontri sono scontri in cui ognuno mira alla giugulare dell’altro, ben intenzionato a ferire e a non farsi ulteriormente scorticare da quel sentimento che sanno di non potersi permettere. Ammettere di volersi è forse la prova più ardua che si troveranno ad affrontare soprattutto perché tra le parole pronunciate e i fatti esibiti c’è un abisso.
Mi aveva chiesto come fosse possibile che nessuno avesse mai visto cosa si trovava dietro alla mia maschera. La risposta era che nessuno si era mai neanche accorto che ne portassi una. Ma Nhyx mi vedeva. Gettava luce su tutte le mie ombre, esponendole come se si trovassero al centro di un palcoscenico. E poi iniziava a muoverle, giocando a fare il burattinaio oscuro che controllava le tenebre a suo piacimento. Ma come avrei potuto reciderne i fili, quando quelli continuavano ad attirarmi verso di lui?
La storia ha sicuramente del potenziale per catturare l’attenzione del lettore, a mio giudizio però ci sono alcuni punti in cui la parte descrittiva tende a sviare l’attenzione del lettore con tanti, forse troppi dettagli.
Alcune situazioni paiono ripetersi più volte senza che i protagonisti ne traggano una proficua ispirazione ma anzi perpetrando lo stesso schema più e più volte e rimarcandolo nei dialoghi che, a tratti paiono un po’ ripetitivi. Ho faticato soprattutto nella prima metà poi la storia, comunque, prende un buon ritmo e la situazione per me è migliorata. Apprezzo che si sia voluto trattare di tematiche importanti tra le quali anche la violenza domestica e i risvolti che questa può determinare nella vita delle vittime. Per un quadro più completo attendo il secondo volume e l’epilogo della storia.
Se era l’oscurità il mio futuro, l’avrei accolta a braccia aperte. Perché la luce si era spenta molto tempo prima, e io ero stanco di provare a riaccenderla. Stanco di combattere battaglie che continuavo a perdere. Il buio poteva avere tutto di me. E io… Io mi sarei preso tutto di Gwendolyn Dove.






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