Salve, miei splendidi magnetici!
Questa settimana ho letto per voi il primo libro della nuova serie di Elsie Silver, La mia vittoria sei tu. Off to the Races, edito da Newton Compton.
Come ben sapete, questa è la sua primissima serie scritta, anche se noi l’abbiamo conosciuta con altri libri, ad esempio con la Chestnut Springs Series. Anche con questa serie non ci allontaniamo molto dai ranch, ma ci spostiamo nel Canada occidentale.
Il protagonista, Vaughn Harding, è costretto a tornare a Ruby Creek per salvare il ranch di famiglia dopo la morte improvvisa del nonno, accusato di aver truccato le corse dei cavalli. Un’accusa che pesa moltissimo su Vaughn, deciso a fare di tutto per liberarsi da questa etichetta.
L’unico modo che ha è addestrare il suo peggior cavallo, quello che proprio non riesce a domare. Ed è qui che entra in gioco Billie Black, un’addestratrice talentuosa.
«Questo è il mio posto felice. Niente drammi. Niente finzioni. Solo io e i cavalli. Nessun essere umano in vista. Proprio come piace a me.»
Ovviamente tra i due scatta la scintilla, ma non sarà una passeggiata: lei cerca in tutti i modi di stare lontana da Vaughn, ma non sarà così facile. Il lavoro e l’attrazione che li lega diventano la scusa perfetta per passare sempre più tempo insieme.
«Lui è la roccia di cui ho bisogno. La roccia che ho passato tutta la vita a cercare.»
Non vado oltre, perché rischierei di svelarvi troppo: è una storia tutta da scoprire, come del resto tutte quelle della Silver.
In questo caso, però, si percepisce chiaramente che si tratta della sua prima opera: la scrittura è ancora acerba, ma si intravede già tutto il suo talento. Non è il suo libro migliore, lo ammetto, ma da qualche parte doveva pur iniziare e lo ha fatto con una buona storia.
Pur non essendo un’amante dello slow burn, devo riconoscere che qui è dosato davvero bene: le scintille tra i protagonisti crescono passo dopo passo, lasciando quella voglia irresistibile di continuare a leggere per scoprire cosa succederà.
Consiglio assolutamente questo libro, senza nemmeno pensarci… anche perché si parla di cowboy, e questa è già una garanzia, giusto?






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