Pagine

venerdì 27 marzo 2026

Recensione a "Dissolvenza" di Valerio Mello

 


 

Editore: Stampa 2009
Data d'uscita: 2 Marzo 2026
Pagine: 72
Prezzo:  cartaceo 11,40

 
 
 
 
 
 Nei fitti percorsi interni di questo suo nuovo, organico libro, Valerio Mello, entrando nel vivo dettaglio del reale, nella fisica concretezza delle situazioni, coglie anche utilmente l’insinuarsi inatteso di elementi che introducono toni di una controllata visionarietà. Eccolo allora muoversi, nella densità magmatica della sua inquieta scrittura, meditando, nell’intreccio di varie autoriflessioni, sull’enigma dell’esserci, che si riflette in percorsi scheggiati, ma al tempo stesso corposi. Tra le numerose immagini proposte, ci offre, per esempio, l’idea di una enigmatica «realtà condensante», che viene a turbare l’io lirico, con alternanze di aperture e chiusure, facendo emergere, pur nella loro dimensione problematica, «i segni della sopravvivenza». In questa opera, Mello riesce a coinvolgere grandi figure storiche della cultura, con incursioni anche nella classicità, facendo apparire, tra le numerose presenze evocate, Eraclito, Epicuro o Giordano Bruno. E, sorprendendoci, si muove poi su un piano del tutto diverso, con la citazione del mitico vascello svedese Vasa – il quale affondò nel porto di Stoccolma il giorno del varo, 10 agosto 1628 – che «entra nella sala dei Misteri».
 
 
 
 
 

 «Ammucchiare le notti sulla diafana strada, il vitreo rogo che assiste un ricordo con manico d’argilla, un tramaglio di guglie e di colline.»

Ritorna Valerio Mello con una nuova pubblicazione, che ci porta, stavolta, attraverso immagini e suoni densi e riflessivi.
In una sorta di controllata visionarietà, e al tempo stesso con una continua evoluzione, la realtà si confonde, si dissolve: l’analisi di se stessi e della propria esistenza, la ricerca del
proprio equilibrio sono il fulcro di questo volume, che porta il lettore a ritrovare anche figure storiche della cultura come Eraclito o Giordano Bruno.
Un viaggio nelle parole, che porta il poeta in quell’abisso dove riesce a vivere, parlando con sé stesso, e a cui il lettore assiste quasi incantato, in uno spazio che si muove in modo invisibile.

«Sei il luogo nessuno, il solo che non si può numerare.»

Il volume, al di sotto delle cento pagine, si legge con una sorta di trasporto nostalgico, dove la nostalgia non è tristezza bensì intensa riflessione su se stessi.
 

 

 


 
 
 
 Grazie per la copia cartacea
 
 

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

Nessun commento:

Posta un commento