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mercoledì 14 dicembre 2022

Recensione a "Ragazze di città" di Elin Wägner

 


Genere: Romance
Editore: Harper Collins Italia
Data d'uscita: 15 Novembre 2022
Pagine: 176
Prezzo: cartaceo 14,25

 
 
 
 

 Stoccolma, inizio Novecento. Elisabeth, venticinque anni, si è appena trasferita in città, dove ha accettato un lavoro come impiegata. Abita in un minuscolo appartamento di Norrtullsgatan, nel quartiere residenziale di Vasastan, a Stoccolma, insieme ad altre tre ragazze, Eva, Baby ed Emmy, tutte segretarie come lei. Non è una vita facile la loro: single e senza una famiglia che le aiuti, devono lavorare duramente per mantenersi, in cambio di un salario che basta a malapena a garantire loro la sopravvivenza e in un ambiente maschilista che le costringe a subire le molestie dei datori di lavoro e dei colleghi maschi. Eppure quella che si respira nella casa della Banda di Norrtull, come amano definirsi scherzosamente le quattro ragazze, è un’atmosfera allegra, solidale, vibrante di vita e di stimoli. La sera, dopo il lavoro, si incontrano per discutere con umorismo spesso sarcastico di ingiustizie, possibilità di condizioni di lavoro migliori e sogni di un futuro meno duro e soprattutto più equo. Ogni tentativo di porre fine a questa condizione si scontra con il muro di incomprensione di una società che non vede di buon occhio il desiderio delle donne di diventare indipendenti… ma le ragazze della Banda di Norrtull sono decise a resistere nonostante tutto e a non lasciarsi intimidire dalle difficoltà. Pubblicato a puntate sulla rivista Dagens Nyheter a partire dal novembre 1907, "Ragazze di città" racconta con le parole di Elisabeth, io narrante del romanzo, le grandi battaglie per l’emancipazione femminile: il diritto al lavoro e allo sciopero, la parità tra i sessi, la solidarietà tra donne, il matrimonio, la famiglia.
 
 
 
 
 
 

La Stoccolma di inizio Novecento non è la città d’avanguardia democratica che tutti noi oggi conosciamo: è uno spazio strano, dove si stanno affermando con grande difficoltà le libertà personali e sociali delle donne, ma anche dove prevalgono ostilità, molestie e abusi di potere.
La protagonista di questo libro è una giovane donna che dalla campagna si è spostata nella capitale per trovare un lavoro che garantisca a lei e al suo piccolo fratello un sostentamento.
La città è il tipico spazio urbano di inizio secolo, con uffici, ristoranti, teatri, locali e case- pensionato dove Elisabeth e le sue amiche dividono pane, caffè, latte, sogni e fallimenti. 
 
«La vita da impiegata è un veleno sensuale, che uccide lentamente. Finirai per essere soddisfatta del tuo mondo.»

Il loro tempo privato è la culla dei loro momenti veri: non più donne delle fabbriche, ma giovani borghesi che aspirano ad una professione o spinte dal bisogno come Elisabeth, sono anche le prime protagoniste delle molestie da ufficio, destinatarie di sgradite attenzioni da parte di capi-uomini che le ritengono solo meritevoli di una paga ai limiti della fame.

«A quel punto ho calato il mio sipario e ho pensato: È tutto molto bello, certo, ma io ho la Libertà. Eppure nel profondo del mio cuore la detestavo, come fanno tutte le donne che siano donne, quando ce l’hanno.»

In una sorta di diario in prima persona, ci viene raccontato questo spaccato di vita svedese, fino alla parità tra i sessi e il diritto allo sciopero, con un messaggio diretto e profondo, attualissimo, ma con una leggerezza incredibile, che porta ad un finale inaspettato e perfettamente in linea con la storia.
Molto bella e indovinata la cover, che rispecchia bene il senso della vicenda non tanto nella scarpa quanto nel fiocco, a ricordare che essere donna lavoratrice non vuol dire mortificare la propria femminilità, e che attira proprio per quel color ottanio così particolare.
La CE è la prima a portare in italiano le opere di questa scrittrice, che si rivela una lettura ancora attualissima e sicuramente degna di nota: ci auguriamo che vengano quindi tradotte anche le altre sue pubblicazioni.

 





Grazie alla CE per averci fornito l'eBook.




 
 
 
 

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