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lunedì 14 novembre 2022

Recensione a "Ne uccide più la lingua" di Valeria Fonte

 


Genere: Romance
Editore:DeAgostini
Data d'uscita: 25 Ottobre 2022
Pagine: 212
Prezzo: eBook 9,99  - cartaceo 16,05

 
 
 
 

 
Cerca di passarci sopra, dai.
Non dovevi vestirti così.
Potevi dire no.
Lo stupro è un’altra cosa.
Perché non hai denunciato?
L’ha uccisa in un raptus di gelosia.
Sei troppo aggressiva.


Non c’è donna che non si sia mai sentita rivolgere parole come queste. Parole a cui ci si abitua, tanto sono consuete. La violenza che contengono non ci stupisce, al massimo produce un groppo alla gola a cui non si riesce a dare spiegazione. E più queste parole diventano normali, più si rischia di adottare lo stesso sguardo misogino sul mondo. Del resto, questo linguaggio non appartiene solo alla nostra quotidianità – il mondo reale e i social media – ma permea anche le pagine dei giornali, i salotti televisivi, i comizi dei politici. E non sono mai solo parole: “ne uccide più la lingua”, perché tutto ciò che ci permettiamo di dire legittima ciò che ci permettiamo di fare. Le parole che abbiamo a disposizione danno una forma ai nostri pensieri e plasmano la realtà. C’è un solo modo per debellare l’odio di genere che si nasconde nelle parole: imparare a riconoscerlo, a decostruirlo, e a rispondergli. Valeria Fonte ci guida in un’analisi arrabbiata, minuziosa e lucidissima di tutti i discorsi scorretti – che siano apertamente violenti o sottilmente discriminanti – che leggiamo e ascoltiamo ogni giorno, e che non possiamo più accettare. Smontandoceli davanti agli occhi, ci aiuta a capire come reagire e come difenderci. Perché le uniche parole con cui dobbiamo parlare, oggi, sono le nostre.
 
 
 
 

Decidere di leggere questo saggio è una scelta: una scelta perché la tematica non è solo quella della discriminazione, dell’abuso, verbale e non, della violenza, verbale e non. È una scelta perché Valeria Forte con uno stile diretto, senza filtri e assolutamente non banale, ci dimostra che è facile abituarsi alla violenza, di farla entrare nelle nostre vite più che nella quotidianità come un sistema vero e proprio, con regole e del tutto assimilato.
“Le parole ammazzano”, leggiamo in un passaggio: e le parole sono quelle che aiutano a dare la colpa alla donna della violenza subita, del palpeggiamento non voluto, della foto diffusa in rete.
Alle donne è vero spesso non si spiega come difendersi, ma piuttosto le si lascia abituare alla parola-condanna, alla violenza non visibile, perché se non hai un occhio nero quale violenza hai avuto, all’essere sopravvissute per sbaglio alle botte-massacro.
L’autrice non vuole darci un suo punto di vista, ma piuttosto analizza in modo molto crudo quello che ognuno di noi vede da sempre.

«La questione è che ci mettono di fronte a due uscite obbligate: curioso che non ce ne sia mia una terza. O ti alvi in tempo, oppure non lamentarti se sarà tardi. La viviamo così la guerra aperta con la denuncia: chi vince? Io o tu?»

L’aggressività maschile viene analizzata proprio come un potere fondato sul dissenso di quella femminile e per questo, Valeria Forte ci spiega che è indispensabile scardinare la mascolinità perché il potere non è il dominio dell’altro o sull’altro. Non è semplicemente dire un “no”, ma è necessario che tutti iniziamo a dirlo come un “no” vero.
Ne uccide più la lingua, ma le parole sono anche l’antidoto, sono la rinascita.

«Mi chiamo Valeria Fonte e sono ancora viva. Non sono una sopravvissuta. Sono morta, ma poi rinata.»


 

 
 
Grazie alla CE per averci fornito l'eBook.
 
 
 
 

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