COME SAREBBE ANDATA LA STORIA, SE FOSSE STATO IL CATTIVO AD AVERE LA MEGLIO?
Vuole la vendetta, ma vuole lei di più.
Tanto tempo fa, c'era un giovane bambino.
Gioiosa la sua vita, ridente il suo visino.
Fino al giorno in cui perdette l'innocenza.
Un buco in mezzo al petto, smarrì ogni clemenza.
Privato dei suoi sogni, egli crebbe troppo in fretta.
Nottate, coccodrilli, orologi di cristallo.
Sentì sulla sua lingua il sapore di vendetta.
Promise ai suoi nemici, il fuoco e il metallo.
Ma poi conobbe Wendy, per sé la volle avere.
La propria punizione? un'ombra da tenere.
Uncino è il primo standalone della serie "E se il cattivo..." di Emily McIntire.
Si tratta di una serie di dark contemporanei, non fantasy, né retelling fedeli, ma solo liberamente ispirati alle storie che tutti noi abbiamo amato!
Contiene scene esplicite e situazioni che potrebbero non essere adatte a tutti i lettori.
“Dritto fino al mattino” Piego la testa da un lato. “Che significa?”
Mi mette un braccio intorno alle spalle e mi attira a sé. “Significa che non devi mai fermarti finché non ottieni quello che vuoi. Anche se dovesse volerci tutta la dannata notte. Comprendi?”
James Barrie, detto Uncino, un criminale, un assassino che nella sua vita anela ad una cosa soltanto: la vendetta, ha costruito attorno a sé una rete criminale di compagni, i Bimbi Sperduti, assolutamente leali alla sua causa.
“Se vuoi garantirti la lealtà di qualcuno, devi assicurarti che comprendano bene perché te la meriti. E io mi sono assicurato che le persone comprendessero bene che la punta di una lama fa più male quando la persona che la impugna gode nel procurare dolore.”
L’obbiettivo di Uncino è Peter Michaels, l’immagine che fornisce al mondo è quella di integerrimo uomo d’affari, dedito alla famiglia, padre amorevole di Wendy e Jonathan i due figli avuti dalla moglie perduta, in realtà sotto la superficie la verità è ben diversa, Peter non è affatto un pilastro della società, tutt’altro, si dedica ad attività criminali di vario tipo, e trascura i figli, in particolare Wendy che lui chiama la sua “Piccola Ombra”. E quale migliore occasione per Uncino di colpire l’odiato nemico se non attraverso la figlia.
“Siamo tutti un sottoprodotto del male, alcuni di noi vi sono nati dentro, mentre altri lo sono diventati, forgiati dalle circostanze. Tuttavia, se l’universo me la sta mettendo tra le mani il minimo che posso fare è maneggiarla come si deve.”
Nel mettere in atto il suo piano James non ha considerato di rimanerne a sua volta vittima, riuscirà a capire se il suo desiderio di vendetta sarà più forte del suo desiderio di amare ed essere amato?
“Voglio che lei mi scelga. Non perché glielo impongo io, ma perché ne ha facoltà.”
Primo volume autoconclusivo della serie “E se il cattivo…” rispondo subito alla domanda più pressante: è un retelling fedele? A mio giudizio sì e no, mi spiego: ci sono gli elementi della favola classica di Barrie, nomi e cose che richiamano la storia originale, o meglio la storia che Disney ci ha fatto conoscere, fatta di pensieri felici e polvere di fata, ma se andate a cercare i veri significati nascosti nella fiaba originale troverete molti punti oscuri. Lo stesso Barrie ammise come nel personaggio da lui creato fossero nascoste alcune sue paure intrinseche legate al passaggio dall’adolescenza all’età adulta.
È un dark romance? Sì, lo è, sicuramente non il più dark che abbia mai letto, ma comunque, le atmosfere e i temi trattati lo riconducono alla categoria.
Chi è il vero cattivo della storia? Uncino uccide e commette atti criminali, ma quello che è diventato, un assassino, è frutto delle sue esperienze, degli abusi subiti e sì, anche delle sue scelte.
Peter potenzialmente aveva tutto nella vita per essere una brava persona, famiglia, possibilità, denaro e ha comunque rinunciato a tutto per brama di potere.
Mentre il primo nel corso del libro subisce una sorta di redenzione, anche e soprattutto per merito di Wendy, il secondo procede nelle sue intenzioni senza esitazioni o pentimenti. Quindi sì, anche se sono entrambi criminali alla fine assolvi il primo e condanni il secondo.
Su Wendy ammetto di non aver avuto grandi aspettative, almeno all’inizio, mi dava l’idea della vittima designata, in balia di un destino deciso da altri, in realtà, pur non perdendo mai la sua impronta iniziale alla fine ne esce comunque un personaggio forte, che non scompare dietro il protagonista maschile, ma che anzi lo affianca e lo esalta. Il finale alla “Kayser Sose” carino, ma intuibile con molto anticipo.
A mio giudizio alcuni errori di editing e luoghi comuni in traduzione forse lo sminuiscono un po’ ed è un peccato.
Consiglio questo libro a chi non ha pregiudizi verso i retelling, a chi non ha paura di immergersi in atmosfere cupe e situazioni torbide, a chi è disposto a fare anche il tifo per il cattivo.
Letto con KU






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